Costituzione & Lavoro – la Costituzione interpella l’oggi: lavoro nero, territorio e cultura

Viaggio nellaCostituzione

Lavoro e Costituzione

 3° Incontro

La Costituzione incontra l’oggi “L’Italia è una Repubblica, fondata sul lavoro”

…iprogetti possibili…

Sabato 12 maggio 2012,  Ore 10 : 00

Teatro del Lido Ostia

Legàmi

 Rete di Associazioni, costituitasi nel territorio di Ostia-Acilia-Fiumicino per promuovere i valori costituzionali, realizza il prossimo 12 maggio (ore 10-13), al Teatro del Lido, il terzo incontro del Modulo su “Costituzione e Lavoro – La Costituzione interpella l‘oggi”. Dopo il percorso di conoscenza della realtà del nostro territorio (problemi, difficoltà, possibilità) a partire dalla scelta della Costituzione di fondare la democrazia stessa sul diritto-dovere al lavoro, Legàmi incontra gli Amministratori locali e alcune esperienze significative intermini di formazione e lavoro.

Hanno confermato la loro presenza:

Massimiliano Smeriglio – (AssessoreallePolitiche del Lavoro e Formazione dellaProvincia di Roma),

 Dario Bensi – (CFP Pasolini),

Antonio Turri – (Libera),

Marilena Zuccherofino – (Coop. Futura).

Si è in attesadi conferma da: GiacomoVizzani (Presidente del XIII Municipio – Roma), Lodovico Pace (Assessore per le Politiche dei Servizi Sociali del XIII Municipio – Roma) DavideBordoni (Assessore alle Attività produttive al lavoro e al Litorale del Comune di Roma)

 Gli Amministratori sono, infatti, gli interlocutori naturali di una riflessione che – radicandosi nella Costituzione – si vuole  aprire al futuro in modo critico e propositivo. Legàmi li invita ad interagire con i cittadini, le Associazioni, gli studenti intorno alle politiche, i progetti, gli investimenti, che si stanno mettendo in atto per favorire lo sviluppo economico e le possibilità di lavoro sul nostro territorio. Al centro del dibattito ci saranno tre questioni, ritenute centrali per il futuro del nostro territorio, emerse nel percorso fatto fin qui. Innanzitutto, la questione del lavoro nero (con particolare riferimento agli esercenti del litorale, ristoranti, stabilimenti…): i dati, le azioni preventive, la promozionedell’emersione, in relazione alle competenze locali. Poi, laquestione della promozione e sviluppo di attività che rispondano e valorizzino la vocazione del nostro territorio come un vero e proprio ‘indotto’ (mare, beniculturali, turismo…): formazione professionale, centri per l’impiego, l’uso dei fondi europei, l’influenza delle mafie, lescelte operate e quelle programmate… In terzo luogo, la promozione della cultura, proprio come una delle principali vie della valorizzazione delle possibilità insite nella vitalità stessa del nostro territorio (teatri, musica, arte…), a partire dalla questione del Teatro del Lido (sulla risoluzione della quale proprio recentemente si apprezzano passi in avanti).

LEGÀMI Rete di Associazioni:

 

Affabulazione – L’Alternativa –

C.I.A.O. Onlus –  cdlt Cgil centro-ovest litoranea –

Comunità di Sant’Egidio (Ostia) – Equorete –

F.L.C CGIL Roma Ovest – FOCUS Casa dei Diritti Sociali –

Giovani Non Più Disposti a Tutto – A.P.S. Ideas Europa –

IO NOI ONLUS -Libera (PresidioG. Siani) –

Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica (Roma)-

Movimento Nonviolento (Centro del Litorale Romano) –

Observo ONLUS -La ZAGARA

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Il Lavoro fondamento di dignità e di cittadinanza

Il Liceo Anco Marzio ha nuovamente ospitato il 31 marzo una tappa del Viaggio nella Costituzione proposto da Legami, rete di associazioni che opera sul nostro territorio. Primo grande focus del percorso, il Lavoro, argomento quanto mai attuale e direi nodo fondamentale dei tempi che stiamo vivendo. Dopo il primo incontro del 18 febbraio scorso, svoltosi all’ospedale Grassi, nel quale sono state proposte esperienze, testimonianze concrete, storie e riflessioni di persone provenienti da vari ambiti e appartenenti a diverse generazioni, la tappa del 31 Marzo si proponeva di riportare il tessuto esperienziale nella trama della Costituzione, ritrovando in essa principi e orientamenti da confrontare e integrare con la realtà di cui si è fatta esperienza. A far da guida in questo delicato passaggio, Aldo D’Avach, ex segretario generale della Camera del Lavoro di Roma e membro del Consiglio Comunale della Giunta Veltroni, una vita dedicata al sindacato e ai problemi del lavoro  e della contrattazione.

Non si è trattato di una conferenza o di una lezione ex cathedra ma di un vero e proprio incontro – dibattito, coordinato dalla portavoce della rete Legami, la prof.ssa Mirella Arcamone, che ha permesso scambio e ascolto reciproco. D’Avach ha saputo rivolgersi in modo chiaro, competente e allo stesso tempo appassionante alla platea, con l’attenzione rivolta soprattutto agli studenti, principali destinatari di una comunicazione quanto mai formativa ed efficace.

L’immagine di partenza delineata da D’Avach vede la Costituzione come insieme delle “regole del gioco”: ma queste regole non sono un dato acquisito una volta e per sempre, bensì un oggetto di continua negoziazione e riconquista. Soprattutto in una società in cui i poteri finanziari tendono a voler affermare che “il lavoro è una merce”, scardinando così il principio fondante sancito dalla Costituzione proprio nell’Articolo 1. E allora ecco che riattingere alla Costituzione ci fa risalire alle sorgenti della dignità della persona e del cittadino: D’Avach afferma con grande forza e con parole semplici e vibranti che la libertà e la dignità dei cittadini si conquistano attraverso il lavoro, che questo è il principio che sta alla base della visione del mondo, della società immaginata e fondata dai Padri costituenti. Una società in cui la dignità e la funzione della persona, la valorizzazione dei diversi ruoli, l’idea di un bene comune che si raggiunga attraverso il contributo di ognuno, siano fonte di coesione, di cooperazione, di vera concertazione nel rispetto delle diversità, nella ricerca di una autentica giustizia che non sia protezione di rassicuranti ed ataviche disuguaglianze. Una visione da cui abbiamo tristemente misurato, nel corso dell’incontro, la distanza rispetto alla società attuale, nella quale l’utile dei pochi si fonda sulla disperazione dei molti,e al datore di lavoro viene data la possibilità di violare i diritti individuali, pur di rassicurare,simbolicamente e pragmaticamente, “i mercati” , perché possano perseguire l’obiettivo della speculazione senza alcun fastidioso ostacolo, non dico etico, ma giuridico.

Eppure, al centro della mattinata, emerge una concreta speranza, l’invito ad una reazione, ad un impegno, un’indicazione di percorso che rimane senz’altro nella mente e nel cuore dei ragazzi. Al di là dello sconforto e della rassegnata impotenza rispetto ad una condizione di precarietà esistenziale e sociale, la radice della nostra storia nazionale, la Costituzione, ci invita a recuperare un orizzonte di senso tradito ma non tramontato: l’invito lanciato da D’Avach, in particolare ai giovani, è quello di riappropriarsi della dimensione del “noi”, conoscere i propri diritti, essere consapevoli della possibilità reale, tangibile, di una crescita che valorizzi e non calpesti le persone. Uscire dall”io voglio” e dagli interessi individuali per poter esprimere veramente un progetto di società più ampio e lavorare per una trasformazione che non ci veda soggetti passivi di un Grande Gioco giocato da altri, ma attori consapevoli delle regole che i padri della nostra Repubblica hanno costruito, concertato, elaborato sperimentando la bella fatica della democrazia.

Dunque, come recita il titolo dell’ultimo libro di don Luigi Ciotti, “la speranza non è in vendita”. Proprio con la lettura di un brano da questo libro si è aperto l’incontro e non a caso questa sembra essere la chiave dell’ intenso momento di confronto e riflessione: ci sono cose che non obbediscono alle pure leggi dei mercati, ed è di queste che l’uomo si nutre, in quanto individuo e nelle sue relazioni sociali. Radicarsi nella Costituzione significa per noi oggi ritrovare il senso del nostro essere “insieme”, del nostro essere “nazione”.

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Il diritto di alloggio non si sgombra

Legàmi – Rete di Associazioni ha aderito all’appello dell’Associazione 21 luglioIl diritto all’alloggio non si sgombera!, con il quale si “chiede la sospensione immediata di ogni sgombero, che interessa le comunità rom e sinti all’interno del Comune di Roma, che non sia accompagnato da un serio e concreto sforzo di accoglienza alternativa per i gruppi familiari”.

 

Riteniamo necessario motivare  questa adesione con un breve contributo di riflessione, offerto a chi vive nel nostro territorio.

 

Legàmi nasce per promuovere i valori fondamentali della Costituzione Italiana, pertanto  riteniamo che la questione degli “sgomberi” non sia estranea a quanto ci preme. Siamo cittadini, associazioni, soggetti sociali impegnati nella costruzione di un tessuto comunitario più coeso, di rapporti cooperativi e improntati a giustizia e solidarietà; determinati a collaborare per una comunità aperta, accogliente, capace di comporre le differenze in una più alta sintesi, nella quale ogni parte si senta accolta, possa vedere considerate le proprie legittime aspirazioni e, al contempo, anche sappia rinunciare ad una parte dei propri interessi in funzione di un maggiore bene diffuso e comune.

 

Per cominciare, rifiutiamo che si possa usare il termine ‘sgombero’ – come comunemente fanno politici e mezzi di comunicazione – parlando di esseri  umani. Le parole non sono neutre, danno corpo al pensiero, alle emozioni, alle azioni; pertanto il rispetto di ciascuna delle persone – bambini, donne uomini, anziani – esige un linguaggio adeguato, attento alla loro vita e dignità, purificato da stereotipi, pregiudizi e strumentalizzazioni.

 

In secondo luogo – senza nasconderci i diffusi, a volte drammatici, bisogni che minano la possibilità di una vita dignitosa delle persone nei campi – riteniamo che la questione di un vitale ed attivo inserimento dei Rom nel tessuto delle nostre città – nel rispetto delle loro tradizioni e cultura e, al contempo, delle regole condivise della nostra convivenza – sia da più parti strumentalizzata, confinata a questione di “sicurezza e decoro”, usata come spauracchio, mezzo di acquisizione del consenso elettorale, o come bandiera di pseudo-politiche per la sicurezza; o, al contrario, venga utlizzata – spesso con il favore dei media – per deviare l’attenzione dalle incapacità politiche e progettuali delle Amministrazioni Locali (non diversamente da come si fa comunemente trattando nel dibattito politico e nella comunicazione mediatica della presenza degli immigrati).

 

Più nello specifico, a Roma desta preoccupazione tutta limpalcatura del Piano nomadi del Comune, per il quale finora sono stati stanziati e spesi svariati milioni di euro, che si è risolto per le comunità rom e sinte della capitale  in sgomberi continui senza il rispetto dei diritti elementari delle persone: cittadini di ‘serie B’, non-cittadini, non-uomini. Deportati in  enormi campi ghettizzanti, sottoposti a  un regime di sorveglianza speciale, che ne delimita fortemente la libertà personale e la possibilità di interazione con la città. Non crediamo sia lecito ricorrere a misure restrittive e lesive dei diritti, quali le norme speciali vigenti all’interno dei campi (presidi di sorveglianza, regole limitative sull’accesso e le visite, schedature, obbligo di sottoscrivere dichiarazioni vincolanti…). Le conseguenze di una tale politica sono state devastanti, specialmente per chi ha deciso di provare l’integrazione, soprattutto per centinaia di bambine e bambini rom, la cui frequenza scolastica è stata interrotta, l’inserimento nel tessuto sociale bloccato, ferita la loro possibilità di crescere come cittadini di questo Paese.

 

Infine, per quanto riguarda la situazione nel nostro territorio, a partire dall’esperienza sei soggetti che compongono Legàmi, ci sentiamo di affermare che molti progressi sono stati fatti nel senso dell’integrazione delle famiglie rom nel nostro municipio, grazie all’impegno congiunto dei rom stessi, delle istituzioni e delle associazioni; seppure tanto resta da fare. In più di un’occasione i nostri rom si sono dimostrati persone disponibili a collaborare, pur di uscire dalla situazione di grave disagio alloggiativo e lavorativo, spesso pronti a integrarsi con impegno e responsabilità nel tessuto sociale e civile di Ostia, nel pieno rispetto della legalità.

 

Crediamo, quindi, che un reale inserimento dei rom nel tessuto sociale possa passare solo attraverso un radicamento della loro presenza nel territorio (che pertanto esclude ogni presente o futura ipotesi di trasferimento) che vada di pari passo con un serio e congiunto lavoro delle istituzioni e delle associazioni; mentre una politica degli “sgomberi”, che non propone soluzioni alternative concrete di inserimento sociale, non fa che continuare a sradicare le famiglie ed a spostare il problema, a rimandarlo, ad amplificarlo, ad usarlo, senza risolverlo veramente.

 

Il Viaggio nella Costituzione, che ci vede coinvolti, ci spinge, come soggetti e come Rete, ad un impegno nel senso detto. Il terzo Modulo del nostro percorso, non a caso, sarà dedicato ai diritti di cittadinanza, con un’attenzione specifica a chi (rom, immigrati…) oggi, in Italia, se li vede ancora negare.

 

 

 

APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO

 

Quel giorno me lo ricordo. E’ come se mi avessero tolto una parte della mia vita. Ed è davvero quello che hanno fatto!” (Florin, 24 anni)

Ogni anno nella città di Roma centinaia di bambini rom sono sgomberati con le loro famiglie dagli insediamenti informali della Capitale senza una soluzione alternativa adeguata, dimenticando che, secondo le norme e le convenzioni internazionali, gli sgomberi forzati rappresentano una violazione del diritto a un alloggio adeguato. Sono stati più di 400 quelli realizzati dall’amministrazione locale negli ultimi 2 anni e nella maggior parte di essi ogni singola procedura di garanzia del diritto individuale è stata ignorata.

Riteniamo, pertanto, che gli sgomberi e i trasferimenti forzati, così come pianificati a attuati dalla autorità locali, siano chiaramente illegali. Le modalità con cui vengono svolti, inoltre, fanno temere che essi siano organizzati per portare all’esasperazione le famiglie rom coinvolte aumentando il loro disagio e la loro esclusione dal tessuto sociale.

Sulla base di queste premesse, con la presente petizione lanciata dall’Associazione 21 luglio, associazione per i diritti dell’infanzia, si chiede la sospensione immediata di ogni sgombero, che interessa le comunità rom e sinte all’interno del Comune di Roma, che non sia accompagnato da un serio e concreto sforzo di accoglienza alternativa per i gruppi familiari.

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LAVORO & COSTITUZIONE: terzo incontro di Legami

LAVORO E COSTITUZIONE

3° INCONTRO

l’oggi interroga la Costituzione

“L’ITALIA è UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO”

il perchè e il come di una scelta

Sabato 31 marzo 2012, dalle 10 alle 13, nell’Aula Magna del Liceo Anco Marzio (Ostia – Roma), Legàmi – Rete di Associazione presenta il II incontro del Modulo “Lavoro e Costituzione”:

l’oggi interroga la Costituzione

“L’ITALIA è UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO”

il perchè e il come di una scelta

Come abbiamo scritto nella nostra Dichiarazione di Intenti, tra gli scopi del nostro Viaggio nella Costituzione vi è quello di “interrogare enti, istituzioni, soggetti del nostro territorio per verificare se e in che modo, in questo contesto sociale, i diritti costituzionali che reputiamo sostanziali alla esistenza stessa dello nostra comunità, siano violati  o non sufficientemente tutelati; ma anche far conoscere esperienze, forme, possibilità sul territorio di difesa e promozione di quegli stessi diritti.

Il viaggio che compiremo con la Costituzione si propone, dunque, come obiettivo finale, a partire da una conoscenza della storia e un’attenta analisi della realtà, un progetto di intervento civile che ci renda nuovamente e sempre più partecipi delle scelte politiche, cooperatori per il bene comune e consapevoli di quale futuro vogliamo realizzare.”

In relazione a questo obiettivo abbiamo deciso  una metodologia circolare che ci fa interrogare la Costituzione a partire dalla realtà delle persone e del nostro ‘stare insieme’ su questo territorio. Il Viaggio ha avuto inizio con un primo incontro-dibattito con uno storico e dei testimoni degli anni in sui la Costituzionè è stata scritta. Ora diamo ulteriore  attuazione a quanto dichiarato insieme: “(…) verranno articolati tre percorsi su altrettanti temi (Lavoro, Scuola, Diritti di Cittadinanza) che sono apparsi espressione di diritti fondanti del tessuto civile del nostro Paese, oggi fortemente a rischio. Ogni percorso prevederà almeno tre incontri: il primo di impronta partecipativa, con testimonianze ed esperienze del territorio a confronto; il secondo più specialistico, di approfondimento, organizzato attorno all’intervento di un esperto; il terzo, di dibattito e proposta, con la partecipazione di amministratori locali, chiamati in causa sulle problematiche evidenziate per ciascuno dei temi.”

Il 18 febbraio abbiamo realizzato il primo dei tre incontri su Lavoro e Costituzione. In quella sede, dopo l’introduzione e la visione di un filmato sui temi in questione, il dott. Fontana (direttore di “Nuovo Paese Sera”) ha intervistato  una serie di ospiti  chiamati a riflettere e far pensare a partire dalla loro esperienza personale o professionale: due precari, un pensionato, ex delegato operaio, un sindacalista, un rappresentante del centro anti-usura. Abbiamo cercato di mettere a confronto – in modo realistico, critico, ma anche costruttivo e propositivo – diritti costituzionali, risultati delle lotte sindacali di questi anni, loro attuazione e problemi e possibilità di mantenerli vivi, difficoltà e impegno di precari, lavoratori, sindacati, imprenditori…

 

Nel terzo incontro del modulo, ancora più esplicitamente emergerà la parte propositiva e progettuale nel confronto con esperienze dal territorio (le buone pratiche di cooperative e imprese) e soggetti politici (le scelte e le responsabilità degli amministratori locali).

 

Sabato 31 marzo, si realizzerà il secondo incontro del Modulo sul Lavoro: Aldo D’Avach è l’esperto al quale si chiede più specificamente di entrare nella Costituzione e nel significato che il lavoro vi assume in relazione alla vita personale e della comunità. Da dove nasce e perchè (riferimento al dibattito tra i costituenti e alle diverse posizioni in campo) la scelta del lavoro come diritto fondamentale, le sue finalità e le garanzie riconosciute al lavoratore, lo scopo dell’impresa, il ruolo dei sindacati… E questo anche per meglio comprendere le questioni che attraversano l’attuale dibattito politico (riforma del lavoro, art. 18, precariato, lavoro nero, finte partite IVA) e, allo stesso tempo, offrire agli ascoltatori strumenti di consapevolezza sui diritti acquisiti e sull’impegno necessario per mantenerli vivi. Anche in questo incontro  sarà centrale l’interazione con il pubblico; l’incontro inizierà con la visione del montaggio delle parti salienti di quello precedente (verranno, perciò, riproposte le questioni salienti del precariato, del lavoro nero, dello sviluppo e delle prospettive del nostro territorio, della sicurezza sul lavoro, dell’usura e del pizzo, del primato della finanza sul lavoro). Seguiranno domande/questioni-stimolo da parte del pubblico, con le quali interagirà D’Avach.

 

LEGÀMI Rete di Associazioni: 

 

Affabulazione– L’Alternativa – –

C.I.A.O.Onlus – Comunità di Sant’Egidio (Ostia) – Equorete –

F.L.CCGIL Roma Ovest –FOCUS  Casa dei Diritti Sociali –

GiovaniNon Più Disposti a Tutto –A.P.S.Ideas Europa –

IONOI ONLUS -Libera (Presidio G. Siani) –

Movimentodi Impegno Educativo di Azione Cattolica(Roma)-

MovimentoNonviolento( Centro del Litorale Romano) –

Observo ONLUS – LaZAGARA

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Viaggio nella Costituzione

Legàmi – Rete di Associazioni

invita i cittadini del territorio


a partecipare all’evento di apertura del

Viaggio nella Costituzione

SABATO 21 GENNAIO

ORE 10

LICEO ANCO MARZIO

OSTIA


uno storico, Aldo D’Avach,

un partigiano, Venanzo Penna,

un testimone dalla periferia romana, Emilio Venditti,

una video-intervista al Presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro

per interrogare la storia a partire dal presente,

per appassionarsi dei valori della Costituzione,

per ricucire un filo che dal passato spinge verso un futuro

che si può immaginare , volere, progettare.

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